Spionaggio, in Grecia multata Vodafone

Spionaggio, in Grecia multata Vodafone

Dal http://www.ilmanifesto.it del 24/09/2006
Mi. Co.

A giorni Vodafone potrebbe vedersi recapitata una mega multa di 170 milioni di euro, per uno scandalo di spionaggio scoppiato ad Atene molto simile a quello che in queste ore scuote i palazzi del potere di Roma. L’organismo ellenico di controllo delle telecomunicazioni (Adae) annuncerà il mese prossimo l’esatto ammontare della sanzione, dopo un incontro con il capo della Vodafone Grecia, George Koronias. Almeno 106 telefoni cellulari, tra cui quello del primo ministro Costas Karamanlis, delle massime autorità dello stato e di importanti imprenditori furono spiati da «sconosciuti» tra il 2004 e il 2005. Per quello che ad Atene è già stato ribattezzato come «il Watergate greco» non c’è però ancora un Tavaroli locale. La maggior parte degli ascolti illegali risalgono al periodo dei giochi olimpici svoltisi in Grecia nell’agosto 2004. Il paese era in quei giorni sotto pressione da parte della Nato che cercava di convincerlo ad acquistare da stati membri costosi sistemi di sicurezza anti-terrorismo. Al centro dei sospetti è finita l’agenzia di spionaggio statunitense Cia. La vicenda toccò il punto più oscuro il 9 marzo dell’anno scorso quando Costas Tsalikidis, un funzionario della Vodafone, fu trovato impiccato nel suo appartamento di Atene. La famiglia di Tsalikidis chiede la riesumazione della salma e nuovi esami, perché pensa che il 39enne tecnico sia stato ucciso. Per John Brady Kiesling, un ex diplomatico dell’ambasciata Usa di Atene dimessosi per protestare contro la guerra all’Iraq, Tsalikidis potrebbe essere l’uomo che installò il software, un’operazione dietro la quale – non ha dubbi – c’è l’intelligence americana diffidente, alla vigilia dei giochi olimpici, anche dell’organizzazione della sicurezza da parte di un paese alleato.
Lo scandalo venne alla luce per caso, nel marzo 2005, dopo i reclami di migliaia di utenti che si erano lamentati per la «perdita» di sms mai arrivati a destinazione: i tecnici scoprirono un sofisticato software, estraneo al sistema Vodafone, collegato a 14 linee che facevano capo ad altrettanti cellulari muniti di carte telefoniche prepagate dai quali si potevano ascoltare le chiamate in entrata e in uscita dagli apparecchi sotto controllo. «Chiunque abbia utilizzato quel software ha una conoscenza molto specialistica dei sistemi Ericsson che la Vodafone usa nelle sue centrali», ha dichiarato all’Observer un membro dell’Adae. Dopo che, nel febbraio scorso, il governo di centrodestra decise di rendere pubblico l’affaire, l’inchiesta dell’Adae è durata quattro mesi prima di arrivare alla quasi formulazione della multa. «Quello che ha reso il nostro lavoro molto difficile è stata la riluttanza dell’azienda a collaborare – ha continuato la fonte del domenicale britannico -, anche dopo aver ammesso che lo spionaggio c’era stato».

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